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::: Santarcangelo di Romagna
La storia, i luoghi, le cose, gli incontri   |  
santarcangelo La storia, i luoghi, le cose, gli incontri

Il nucleo più consistente dei materiali tardo-eneolitici della estrema Romagna è dato dalla serie dei rinvenimenti litici di Santarcangelo: nell'alveo del fiume Uso, sulla destra e a valle del ponte sulla via Emilia. Antico vico romano, nel medioeveo divenne un castello; come tale è ricordato in un diploma del Barbarossa (1164). I Malatesta di Rimini, lo tennero quasi costantemente fino al 1462, e qui vi costruirono la rocca nel 1247.
Rafforzata ed abbellita nel 1386 per volere di Carlo Malatesta, la quale la munì di una torre, la più alta della Romagna. Nel 1447 Sigismondo Pandolfo Malatesta la fece ridurre, per motivi di difesa, alle dimensioni attuali. Titolata città dal 1828, diede i natali al pittore Guido Canlassi (detto Cagnacci) e a papa Clemente XIV. Straordinaria. Qui si è celebrato il matrimonio tra la voglia di rimanere semplici pur senza dimenticare la necessità di crescere. S.Arcangelo rappresenta senza paura di essere smentiti, l'anima della cultura romagnola. Le tradizioni popolari riproposte nelle fiere di paese o durante le sagre estive la immortalano come la cittadina più vivace tra le sorelle dell'entroterra. Le botteghe artigiane, scomparse in altri comuni, qui ancora mantegono le radici. La gastronomia proposta dalle osterie locali, alcune delle quali molto famose, celebrate da poeti o da personaggi famosi, è ricca di menù a base di pasta ancora fatta in casa, di cacciagione nostrana accompagnata da alcuni rossi locali profumati.

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